24 Dic 2014

Il percorso verso SGT Multiservizi

Il dato di partenza è che consiglio comunale ha approvato nella seduta del 22 dicembre la riforma del sistema delle società partecipate del nostro comune. Lo scioglimento della FB Servizi, il cui contratto di concessione prevedeva già una scadenza fissata per il prossimo 31 dicembre 2014, porterà alla costituzione di un’unica società, la SGT Multiservizi srl, interamente partecipata dal Comune. SGT Multiservizi svolgerà tutti i servizi attualmente gestiti da FB Servizi e FB Tributi, e al suo interno confluiranno i dipendenti attualmente impiegati nelle due società esistenti: lo statuto della nuova società andrà a rimuovere le criticità insite negli affidamenti dei servizi alle società partecipate oggi presenti, migliorando il governo sulle partecipazioni e la governance sui servizi pubblici erogati.

 

L'aspetto da sottolineare è che l’amministrazione non vuole rinunciare ai servizi attualmente svolti per mezzo delle sue società e per far questo avvia un processo di trasformazione e riorganizzazione: una riforma non più rinviabile, anche alla luce delle agevolazioni fiscali, degli indirizzi e degli obblighi contenuti nelle recenti norme nazionali, compresa la nuova legge di stabilità appena approvata dal Parlamento.

 

Come è stato ribadito ieri alle associazioni sindacali, l’amministrazione comunale ribadisce e conferma che il mantenimento dei livelli occupazionali, con riferimento al personale direttamente impiegato per la prestazione dei servizi, non è - e non sarà in futuro - in discussione. La programmata liquidazione della FB Servizi si inserisce in un più ampio contesto, che vede coinvolta l’Amministrazione nella individuazione di un soggetto che sia conforme ai dettati normativi in materia di società c.d. “in house” e coerente con le attuali capacità di spesa dell’Ente.

 

La grave crisi finanziaria e la lunga fase di recessione economica ha avuto ad oggi, tra le conseguenze dirette per il comune di San Giovanni Teatino, una riduzione dei trasferimenti statali pari ad oltre 1 milione rispetto a quanto veniva erogato nel 2010.

 

Questo milione di euro, insieme a tutto il gettito IMU che invece di restare nelle casse del comune va direttamente allo Stato, manca nelle nostre casse e crea difficoltà incredibili. Solo il nostro impegno, una ricetta di riforme e tagli alla spesa corrente, ci ha consentito di resistere e riuscire a programmare il futuro dell’ente.

 

La minoranza dimentica sempre tali aspetti, e si chiede rinnovi di nove anni (e oltre) senza aver mai presentato una sola proposta dotata di un visto di regolarità amministrativa e finanziaria.

 

La cittadinanza e i dipendenti non hanno bisogno di false illusioni, ma di atti concreti che assicurino i servizi ed il lavoro a condizioni sostenibili per il nostro comune, grazie a riforme strutturali in grado di garantire un futuro lungo e non un orizzonte limitatissimo.

 

Gli stessi tagli di cui parlano non solo sono ipotetici, ma si accompagnano a attese di ricavi che prevedono innalzamenti di tariffe superiori anche al 400% per le fasce di reddito più basse e riduzioni per quella più alta: dimenticando poi che devono far parte del piano anche investimenti di centinaia di migliaia di euro non più rinviabili. Come sempre si offre una lettura parziale e incompleta funzionale solo ai comunicati stampa.

 

L'amministrazione va avanti nel suo processo riformatore contribuendo in prima persona alla spesa, e al rispetto del patto di stabilità, rinunciando alle indennità di carica e allo staff: il tutto per proiettare l’ente al 2015, anno in cui sarà compiuta la riforma delle società partecipate e avvieremo gli investimenti che porteranno respiro all’economia locale.

 

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