03 Gen 2015

Il capitano del Lanciano Carlo Mammarella premiato dall’Amministrazione Comunale di S.Giovanni Teatino

Dal calcio, al volley, fino ad arrivare al rugby, c’erano tutte le società sportive di San Giovanni Teatino, questa mattina, nella sala del consiglio comunale, per una grande festa dello sport, organizzata dall’Amministrazione, per rendere omaggio a Carlo Mammarella, il capitano del Lanciano, fresco vincitore del “Pallone d’oro” in Abuzzo (concorso indetto dal quotidiano Il Centro). L’atleta i primi calci davanti a un garage per emulare le gesta dei campioni, come ha detto lui stesso, li ha dati proprio nella sua San Giovanni Teatino. “Abbiamo voluto premiare oggi un campione come Carlo Mammarella – ha detto il sindaco Luciano Marinucci – perchè con la sua correttezza, la sua serietà e la sua bravura ha portato in alto in nome della nostra città. Però c’è anche un altro motivo molto importante, questa mattina ci sono tantissimi bambini e ragazzi ed è fondamentale che ci siano, per ascoltare tutto quello che lo sport abbia da insegnare. Noi investiamo molto proprio nello sport, lo facciamo anche attraverso i nostri impianti. Abbiamo da poco riacciuffato un finanziamento della Regione Abruzzo di 300.000 euro. E’ importante che i nostri ragazzi crescano in un ambiente sano, attraverso le varie discipline che praticano, questo ovviamente li protegge, fa stare più tranquilli anche i loro genitori”. Tantissime le domande rivolte dai più piccoli a Carlo Mammarella. Qual era il campione al quale ti ispiravi? Qual è il sacrificio maggiore che hai dovuto affrontare? La più bella soddisfazione sportiva? Cosa fari quando smetterai di giocare? Domande a raffica, ma l’atleta, sorriso aperto, non si è affidato alle solite frasi di rito. “Da piccolo ero atipico, non avevo idoli, guardavo poco calcio in tv, quando ho capito che il calcio poteva diventare la mia professione, sono rimasto affascinato dal modo di calciare di Mihajlovic. Il sacrificio più grande è quello di rinunciare ai momenti importanti in famiglia, cose solo all’apparenza banali, come la recita di Natale di tua figlia. Il sacrificio però serve sempre, bisogna avere valori dentro e testa sulle spalle, attenzione però, perchè spesso i sogni sono quelli dei genitori e non quelli dei figli. Difficile pensare al momento più bello di una carriera, forse il gol del due a due a Siracusa, quella rete spalanco’ al Lanciano le porte verso la finale con il Trapani e verso la serie B. Quando smettero’ di giocare, mi piacerebbe fare l’allenatore, ma vorrei iniziare dai più piccoli, chissà magari partendo proprio dalla mia S. Giovanni Teatino”.
Al termine dell’incontro con i ragazzi è stata consegnata all’atleta una targa ricordo dall’Amministrazione Comunale, per una festa, organizzata dall’assessore allo sport Marco Cacciagrano, che è stata in realtà una divertente e partecipata lezione di sport e di vita.

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